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COS'E' IL TRUST


Il trust e' uno strumento giuridico che, nell'interesse di uno o piu' beneficiari o per uno specifico scopo, permette di strutturare in vario modo "posizioni giuridiche" basate su legami fiduciari.
Non esiste un rigido ed unitario modello di trust, ma tanti possibili schemi che e' possibile costruire in vista di una finalita' ultima da raggiungere.
I soggetti del trust o, piu' correttamente, le "posizioni giuridiche", sono generalmente tre: una e' quella del disponente (o settlor), cioe' colui che promuove/istituisce il trust.
La seconda e' rappresentata dall'amministratore/gestore (trustee). Il disponente intesta beni mobili/immobili all'amministratore, il quale ha il potere-dovere di gestirli secondo le "regole" del trust fissate dal disponente.
La terza e' quella del beneficiario (beneficiary), espressa o implicita. Posizione eventuale e' quella del guardiano (protector).

"Posizioni" e "soggetti" possono non coincidere. Lo stesso soggetto puo' assumere piu' di una posizione giuridica (come, ad esempio, nel "trust autodichiarato" in cui un soggetto e' nel contempo disponente e trustee), cosi' come piu' soggetti possono rivestire una medesima posizione (trust con una pluralita' di disponenti, di amministratori, ecc.).
Modellare un trust in grado di soddisfare un interesse specifico significa individuare le "regole" piu' idonee allo scopo: esse sono quelle elaborate dal disponente (il soggetto che istituisce il Trust) nel quadro normativo di riferimento (Convenzione dell'Aja, leggi straniere sul trust, leggi italiane). Da un trust valido conseguono necessariamente caratteristici effetti: separazione e protezione del patrimonio, intestazione all'amministratore (che non ne diventa proprietario vero e proprio), gestione fiduciaria vincolata e responsabilizzata dei beni. Gli effetti possono coincidere con lo scopo principale/finale per cui e' stato costituito il trust.

Il Trust in Italia

La mancanza, nel diritto civile italiano, di un sistema di norme equitative non e' di ostacolo all'utilizzo del trust. L'istituto trova anzi legittimazione all'ingresso nell'ordinamento giuridico italiano a seguito dell'adesione dell'Italia alla Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985, resa esecutiva ed in vigore dal 1 gennaio 1992. Sono ormai numerose le sentenze di tribunali italiani di vario grado che riconoscono gli effetti del trust, con particolare riguardo a quello cosiddetto interno, intendendosi per tale il trust che presenta quale unico elemento di estraneità rispetto all'ordinamento italiano la legge regolatrice, che deve essere necessariamente straniera (generalmente inglese), stante la mancanza nell'ordinamento italiano di norme specifiche in materia. Per la prima volta in Italia l'istituto e' stato preso in considerazione sotto il profilo fiscale dalla legge finanziaria 2007 e da alcune circolari dell'Agenzia delle Entrate, prima fra tutte la n.48/E del 2007, al solo fine di regolamentarne con chiarezza gli aspetti fiscali e tributari.
Nel diritto italiano l'istituto del trust puo' trovare ampia applicazione per le piu' varie finalita' (gestioni fiduciarie, passaggi generazionali di beni ed aziende familiari, destinazioni di beni a finalità caritatevoli, protezione patrimoniale, ecc). I vantaggi sono evidenti soprattutto con riferimento alla flessibilita' dell'istituto rispetto ai tradizionali e noti strumenti del diritto italiano nonche' ai possibili vantaggi economici. Per questa sua caratteristica il trust bene si presterebbe ad un utilizzo di massa anche in sostituzione di strumenti giuridici piu' tradizionali e diffusi.

I meccanismi del Trust

Il trasferimento di beni nel fondo del trust e' vincolato da un legame che intercorre tra il settlor e il trustee, che e' il cosiddetto patto di fiducia; il settlor (disponente) trasferisce l'intestazione (non la proprieta', cosi' come e' intesa nel diritto italiano) di quei beni perche' vengano amministrati dal trustee nell'interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito nell'atto istitutivo. Ci sono due elementi caratterizzanti il trust:
- un trasferimento di intestazione;
- l'amministrazione dei beni, che deve essere una amministrazione diligente e volta a favorire il beneficiario.

Soggetti coinvolti

Disponente - Persona fisica o giuridica che istituisce il trust e normalmente conferisce in esso i beni che costituiscono il fondo del Trust. Nella prassi il/i disponente/i operano un conferimento irrevocabile, cosicche' i beni confluiscono nel fondo in via definitiva, uscendo dalla disponibilita' materiale e giuridica (salvo riserve di usufrutto, possesso, etc). Anche il controllo sull'operato del trustee e' esercitato da soggetti diversi dal disponente (protector, beneficiario) cosi' da scongiurare il rischio che il trust possa essere considerato simulato e quindi nullo.

Trustee - Il trustee puo' essere una persona fisica (lo stesso disponente), un professionista di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo pensione. L'atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralita' di trustee, i modi di soluzione delle controversie.

Beneficiary - Anche il beneficiary puo' essere una persona fisica (lo stesso disponente) o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a scopo benefico.

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